In oltre cinquant'anni di età della ragione siamo stati nell'attuale luogo fisico e politico, dove siamo capitati per caso, con una sensazione di implicito benessere. Per quanto potessero esserci difficoltà di qualsiasi tipo e in relazione all'età, la sensazione di potercela fare, di avere lo spazio per farcela difficilmente è andata perduta. Superando l'ovvio, ovvero il sostegno familiare, gli amici, la prossimità, gli interlocutori da giovani e meno giovani, arrivando in un'epoca di certezze messe in discussione, di ripensamenti e revisionismi, riletture e condanne postume, revanchismi e leggerezze verso artefici di disavventure storiche per il nostro Paese. Ecco, in questo brodo non caldo ma oggi diventato freddo e a volte salato, resta un riferimento inossidabile: essere attori protagonisti di una fase storica che dura da ottant'anni, grazie a chi ha scelto per noi il 2 giugno 1946.
Lo spazio in cui ci sentiamo bene è solo apparentemente simbolico. La Repubblica è di per sé stessa un'opportunità in chi ha la fortuna come noi di esserci dentro, di esserci nati. Con la consapevolezza nell'età matura, pur tra mille ostacoli e storture in corso d'opera, di avere davanti uno spazio infinito per vivere liberi (ancora più importante oggi in cui la libertà come la intendiamo è di una piccola parte di mondo, l'Occidente europeo). Se quel giorno i nostri connazionali avessero scelto quel che già c'era, la continuità, il certo per l'incerto, ci toccherebbe parlare di altro. Non si sottolinea mai abbastanza come una popolazione con un livello d'istruzione basso, com'era l'Italia uscita da poche ore dalla Seconda guerra mondiale abbia fatto una scelta coraggiosa, un vero e proprio salto nel vuoto verso una realtà sconosciuta. Al mondo immobile della monarchia codificato in appartenenze cetuali e di casta, privilegi familiari ereditati da secoli, ducati, principi, re, regine, nobiltà e plebe, si aprì la porta con quel voto alla possibilità di superare tutto questo. Una spinta, un coraggio che in parte nasceva anche dalla guerra di Liberazione, dai sacrifici, dalle vittime della guerra partigiana e degli Alleati per cacciare la dittatura, il Fascismo.












