Ugo Rossi, classe 1991, è consigliere comunale a Trieste. Da qualche mese rappresenta Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci. A differenza di molti politici che stanno cominciando ad orbitare attorno a Futuro Nazionale, la storia di Rossi è un po’ più articolata: passa dai No Green Pass alle posizioni Pro Putin.

Marzo 2026, Ugo Rossi annuncia il suo passaggio a Futuro Nazionale. Lo fa sui social e nei suoi messaggi broadcast su WhatsApp, dove da anni condivide quasi ogni giorno la sua attività politica. Il suo manifesto programmatico è riassunto in poche righe che sposano il pensiero di Roberto Vannacci: “Continuerò a lottare con coraggio e coerenza per la libertà, per la sovranità dell’Italia, per fermare la guerra in Ucraina e ripristinare i rapporti d’amicizia con la Federazione Russa”. Eccetera, eccetera. Dopo qualche malumore locale Ugo Rossi diventa il rappresentante di Futuro Nazionale nel consiglio comunale di Trieste.

Negli ultimi mesi Futuro Nazionale ha cominciato una campagna di reclutamento. Di leva, direbbe il generale. I volti che si stanno avvicinando a Vannacci non sono tutti nuovi. Futuro Nazionale sta cominciando a inglobare transfughi da altri partiti. Il 27 maggio ha costituito una nuova componente nel gruppo Misto della Camera dei Deputati, di cui fanno parte Edoardo Ziello, Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso e Laura Ravetto. Pozzolo era prima con Fratelli d’Italia ma da gennaio 2024 era stato sospeso dopo il caso dello sparo a Capodanno. Ravetto è alla quinta legislatura e dal 2020 era nella Lega, ha cambiato schieramento solo nelle ultime settimane. Di recente è diventata molto nota ai social per aver sbroccato in un tentativo di intervista con la giornalista Maria Elena Scandaliato. Oltre a loro ci sono poi tutti i rappresentanti locali. Molti arrivano da esperienze di destra. Non è il caso di Ugo Rossi.