BOLZANO. Erano in 300 a maggio alla selezione per un lavoro in uno dei negozi, bar, ristoranti del centro commerciale WaltherPark. Solo 56 candidati invece per 9 posti come capo ripartizione in Provincia. Ed è probabile che quelli che si presenteranno alla fine saranno ancora meno. Nei prossimi giorni, una commissione tecnica composta da tre persone, inizierà i colloqui: l'obiettivo è nominare i nuovi dirigenti per metà estate.
Al momento le carenze più pesanti si registrano nell'assessorato del vicepresidente Marco Galateo, dove manca il capo dipartimento cultura e sviluppo economico e il capo ripartizione della cultura dopo il pensionamento, a fine aprile, di Antonio Lampis che ricopriva entrambi gli incarichi; da oggi è vacante anche il posto di capo della ripartizione sviluppo economico in quanto Manuela Defant è stata promossa capo dipartimento nell'assessorato di Philipp Achammer.
La domanda è perché così scarso interesse per un posto dirigenziale in Provincia che, oltre a buoni stipendi, garantisce sicurezza e possibilità di beneficiare di una serie di agevolazioni che nel settore privato neppure si sognano?
La paura della firma
«Il posto dirigenziale nel settore pubblico - spiega Claudio Calè, direttore Ufficio vigilanza finanziaria della Provinciae segretario del Dirap, il sindacato dei dirigenti degli enti pubblici dell'Alto Adige - offre in genere una serie di opportunità professionali interessanti, ma sta diventando sempre più difficile trovare persone interessate ad assumersi determinate responsabilità.








