La legge vieta alle pubbliche amministrazioni di conferire incarichi a pensionati, a meno che non siano gratuiti e - per i dirigenti - limitati a un anno. Un vincolo assoluto di cui gli uffici regionali devono tenere conto, nell’istruttoria propedeutica alle nomine. Compresa quella che riguarda i collegi sindacali e i revisori dei conti, la cui designazione ora è passata in capo al Consiglio. È il tema della direttiva che il capo di gabinetto della giunta regionale, Davide Pellegrino, ha diffuso martedì a tutti gli assessorati in vista dell’infornata che a breve riguarderà i vertici delle agenzie e delle società pubbliche.
La norma è complessa e variamente interpretata, ma la direttiva richiama l’ultimo parere in materia reso dalla Sezione di controllo della Corte dei conti pugliese che deve diventare lo standard: il divieto vale sempre, anche per i pensionati del privato, quindi anche per i liberi professionisti. C’è una sola sfumatura, per le agenzie: qui il divieto si applica soltanto agli «organi di governo» (presidenti, componenti dei cda, direttori generali) e non ai revisori.
È una disposizione precisa, che non ammette deroghe: da oggi ogni proposta di nomina «è subordinata al completamento di un'istruttoria di conformità obbligatoria, da condurre prima di qualsiasi avanzamento della proposta alla Giunta Regionale». Ne consegue che i destinatari della direttiva hanno immediatamente messo mano agli elenchi dei vertici in carica, anche per capire se - e cosa - è stato fatto finora in modo sbagliato.






