VENEZIA - È ufficialmente cominciata la grande corsa ai ruoli di vertice dentro Palazzo Balbi. Nel giro di una settimana sono scaduti i termini per la presentazione delle domande per la guida di 5 aree e 41 direzioni della Regione. Ora la Giunta presieduta da Alberto Stefani dovrà individuare i 46 direttori fra le oltre 800 candidature avanzate sia da interni che da esterni, in modo che la nuova macchina amministrativa possa mettersi in moto a partire dal 1° luglio.

LE AREE Gli attuali incarichi scadranno infatti il 30 giugno, per effetto del regolamento regionale sullo spoils system: la durata è di tre anni, rinnovabile per un massimo di altri due, dopodiché conferme o cambi devono passare per un’apposita valutazione. All’inizio della legislatura sono scattati i sei mesi per la transizione fra lo scorso e l’attuale mandato, per cui adesso è arrivato il momento delle scelte. I 6 capi-area opereranno sotto il diretto coordinamento della Segreteria generale della programmazione, retta da Maurizio Gasparin fino al prossimo 30 settembre (a quel punto il massimo dirigente andrà in pensione e dovrà essere sostituito a sua volta). Com’è noto, uno è già stato selezionato ed entrato in servizio: da metà aprile Giancarlo Ruscitti è tornato al timone di Sanità e Sociale. Ora tocca agli altri 5: Ambiente e Tutela del territorio; Bilancio, Risorse finanziarie, Ict, Affari generali e Semplificazione; Infrastrutture, Trasporti, Lavori pubblici, Pianificazione, Demanio e Patrimonio; Agricoltura e Foreste; Politiche economiche, Capitale umano, Programmazione comunitaria, Cultura e Turismo. Mediamente sono state depositate una decina di istanze per ciascuna casella, che prevede (in misura annua lorda) uno stipendio tabellare di 50.005,77 euro più un trattamento economico di posizione di altri 107.921,29.LE DIREZIONI Ammonta invece complessivamente a 109.796,50 euro annui lordi la retribuzione fissata per i responsabili delle 41 direzioni, gerarchicamente subordinati ai dirigenti delle aree. Sono state protocollate in media una ventina di domande per ogni posto. Rispetto all’assetto definito finora, risultano alcune modifiche nella titolazione degli incarichi e delle relative competenze. In particolare spicca l’inserimento della funzione “analisi di impatto policy”, all’interno dell’apicalità dedicata a Statistica, programmazione strategica e audit: il direttore che verrà prescelto, dovrà dunque occuparsi anche di valutare gli effetti delle politiche nei cinque anni del mandato, sul modello di alcuni Paesi europei. Gli altri quaranta incarichi sono così segmentati: Organizzazione e personale; Relazioni internazionali; Supporto programmazione e coordinamento; Enti locali, polizia locale e procedimenti elettorali; Comunicazione e informazione; Attività istituzionali della Giunta regionale; Valutazioni ambientali, supporto giuridico e contenzioso; Aria, clima, biodiversità e parchi; Protezione civile; Difesa del suolo e della costa, Sos lavori e servizi tecnici; Acque, rifiuti e bonifiche; Programmazione e controllo del Sistema sanitario regionale; Risorse umane del Ssr; Prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria; Programmazione sanitaria; Servizi sociali, terzo settore e sport; Farmaceutico, protesica e dispositivi medici; Edilizia residenziale pubblica, ospedaliera e a finalità collettive; Bilancio e ragioneria; Partecipazioni societarie ed enti regionali; Politiche fiscali e tributi; Acquisti, Affidamento servizi e forniture; Ict, Agenda digitale, affidamento servizi e forniture; Semplificazione normativa e procedimentale; Programmazione lavori pubblici ed edilizia; Infrastrutture e trasporti; Pianificazione territoriale; Demanio e gestione del patrimonio; Programmazione e gestione ittica, bonifica e irrigazione; Sviluppo rurale e agroambiente; Agroalimentare e servizio fitosanitario; Foreste, programmazione e gestione faunistico-venatoria; Sviluppo economico, ricerca e innovazione; Energia; Lavoro; Formazione e istruzione; Programmazione unitaria; Autorità di gestione Fse; Cultura; Turismo e marketing territoriale.LA VALUTAZIONE La procedura di valutazione si baserà sulla verifica dei requisiti e sull’esame dei curricula. L’amministrazione regionale «potrà promuovere colloqui finalizzati ad un approfondimento, qualora ritenuto opportuno», come disposto dagli avvisi. Avvocatura, la Regione cerca il capo anche fra gli esterni