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Viviana Mazza, corrispondente da New York

Spike Lee, Timothée Chalamet, Kylie Jenner a bordocampo, il presidente Trump che annuncia la sua presenza: New York si ferma per i Knicks in finale Nba dopo 27 anni di sofferenze, ma attenzione al miglior difensore della Lega

Spike Lee c’è sempre stato, nella buona e nella cattiva sorte, seduto a bordo campo per i Knicks dal 1985 (secondo un calcolo ha speso oltre 10 milioni di dollari negli anni in biglietti). A fan sfegatati come lui, come Ben Stiller e il comico Tracy Morgan si sono uniti più di recente Timothée Chalamet e Kylie Jenner sulla «celebrity row», la sezione dei vip a Madison Square Garden.

Ma al di là delle celebrità, il ritorno dei Knicks in finale sta emozionando un’intera città. Non si parla d’altro benché il Mondiale stia per iniziare. E questo nonostante le sofferenze che i Knicks hanno inflitto ai loro fan per più di cinquant’anni senza un titolo Nba. È un seguito che non ha pari con altri sport, nei quali ci sono sempre almeno due diverse squadre a dividere New York (spiacenti per i Nets di Brooklyn, che si sono trasferiti qui dal New Jersey 14 anni fa ma non sono riusciti a strappare ai Knicks la fedeltà di brooklynesi come Lee). Anche il presidente Trump ha detto che andrà ad una delle partite finali a New York (la prima opportunità sarà l’8 giugno, perché le prime due si giocano in Texas), come ospite del proprietario dei Knicks, James Dolan.