Alle Finals Nba 2026 sarà dunque San Antonio Spurs-New York Knicks, esattamente come 27 anni fa, nel 1999, anno dell’ultima finale della squadra della Grande Mela. Allora non ci fu storia: vinsero gli Spurs di Tim Duncan e David Robinson imponendosi con un netto 4 a 1. Quella squadra era allenata da Gregg Popovich, che dopo 28 anni da head coach, durante i quali ha portato alla franchigia 5 titoli Nba - gli unici della sua storia -, a causa di un ictus è stato costretto nel 2025 a lasciare la panchina a Mitch Johnson per vestire il ruolo di presidente, senza smettere mai però di star lontano dai giocatori. Quando in finale di Conference con i Thunder gli Spurs erano sotto nella serie al termine di gara 3, Popovich è entrato negli spogliatoi per motivare la squadra confermando ancora una volta il soprannome che lui stesso si è dato, El Jefe, il capo. Risultato: gli Spurs vincono tre partite su quattro e accedono alle prime Finals senza l’allenatore serbo.Negli Spurs di oggi, non ci sono Tim Duncan o Manu Ginobili o Tony Parker, ma c’è una squadra che ruota attorno a un perno che è stato lo stesso Popovich a creare: fu lui a scegliere al Draft 2023 Victor Wembanyama come prima scelta assoluta. Tre anni dopo, in gara 7 contro gli Oklahoma City Thunder, il francese è stato il miglior marcatore degli Spurs: con i suoi 22 punti ha guidato la squadra a una finale Nba diventando il più giovane giocatore dai Playoff del 1957 a farlo. Gli unici altri cestiti in grado di fare una cosa del genere a 22 anni sono stati Lebron James e Kobe Bryant. Per questo e per il suo percorso fino a ora, è stato nominato Mvp delle Finali di Conference a Ovest. La macchina creata dall’allenatore serbo ha iniziato a correre. Anche se il primo anno di Wembanyama nella massima serie americana ha conciso con l’ultimo di Popovich come allenatore, tra i due si è creato un legame simile a quello che c’è tuttora tra il serbo e Tim Duncan. Le prime parole dopo la vittoria contro Okc sono state infatti per il vecchio coach: "Pop sta affrontando cose che nemmeno possiamo immaginare. Ho bisogno di vederlo e sentirlo perché non posso nemmeno capire come si sente in questo momento”.Con l'aiuto degli ex giocatori Manu Ginobili e Tim Duncan, Gregg Popovich presenta Mitch Johnson come nuovo head coach dei San Antonio Spurs (Foto LaPresse)Gli Spurs si presenteranno alla prima gara della finale con quattro giorni di riposo, dopo aver giocato in media ogni 48 ore dall’inizio della post season. All’altra parte troveranno dei Knicks che hanno fatto capire di essere disposti a tutto pur di conquistare un titolo che oramai manca alla franchigia dal 1973, e che per di più negli ultimi due mesi hanno sudato di meno rispetto agli avversari. Dopo la vittoria per 4-0 contro i Cavaliers in finale di Conference a Est e il cammino ai Playoff quasi perfetto (12 vittorie in 14 partite), New York si presenterà all’appuntamento con molti più giorni di recupero. Anche se, alle volte, quando ti allontani dal campo per un po’ e stacchi dal ritmo partita, può essere difficile ritornare subito concentrati. E con questi Spurs la concentrazione deve essere sempre al massimo perché hanno già fatto vedere contro Okc di avere una incredibile solidità mentale che ha permesso loro di ribaltare la serie contro la squadra detentrice del titolo.La sconfitta dei Thunder però ha fatto più rumore della vittoria di San Antonio. L’mMvp delle Finals, Shai Gilgeous-Alexander, commentando l’eliminazione in gara 7, ha detto che il mancato raggiungimento del titolo è di fatto un “fallimento” per lui e per la squadra. Questa parola l’aveva già evocata tre anni fa anche la stella dei Milwaukee Bucks, Giannīs Antetokounmpo, in conferenza stampa dopo la sconfitta ai Playoff contro i Miami Heat. Ma in quel caso il greco l’aveva evocata per stigmatizzarla dicendo che quanto accaduto “non è un fallimento, ma è un passaggio necessario per provare a vincere. Michael Jordan è stato 15 anni in Nba, ha vinto sei titoli: gli altri nove anni sono stati un fallimento per caso?”. E se quest’anno i Thunder non sono riusciti a fare il back to back, cioè a vincere il secondo campionato di fila, basta dare uno sguardo al loro roster per capire che il discorso è solo rinviato: Shai ha 27 anni, Cason Wallace 22, Ajay Mitchell 23, Chet Holmgren 24, Jared McCain 22, Isaiah Joe 26. Magari è presto per dirlo, ma Oklahoma City Thunder ha costruito una squadra capace di arrivare a giocare per il titolo potenzialmente per i prossimi cinque anni. Poi certo in finale puoi vincere o perdere, ma lo puoi sapere solo dopo esserci arrivato.
Alle Finals sarà Spurs contro Knicks nel segno di Wembanyama
Dopo la vittoria contro Okc, San Antonio contenderà il titolo ai Knicks, esattamente come nel 1999. Stavolta non ci sarà Tim Duncan, ma il 22enne francese fresco vincitore dell'mvp della finale di Western Conference










