di
Flavio Vanetti
Il collettivo texano si è imposto grazie a Victor Wembanyama, l’alieno del basket eletto Mvp della finale dell’Ovest
Tirava aria di colpaccio e colpaccio è stato: i San Antonio Spurs sono la seconda finalista della Nba, saranno loro gli avversari dei New York Knicks a «The Finals», al via mercoledì 3 giugno. Dopo aver dominato gara 6 sul campo di casa hanno imposto il segno del comando in gara 7 (111-103 il punteggio) sul terreno degli Oklahoma City Thunder, conquistando così il titolo della Western Conference.
I Thunder, i campioni detronizzati non senza sorpresa, a dispetto del valore degli avversari; la squadra dominatrice della stagione regolare che però non riesce a confermarsi e scivola sul più bello. E’ uno schema già visto varie volte nel passato, con altre storie e con altri protagonisti, e si è ripetuto, mandato in scena dalla forza del collettivo texano attorno alla luce di Victor Wembanyama, l’alieno del basket eletto Mvp della finale dell’Ovest, il francese predestinato che ha seminato tracce del suo potenziale fin dall’avvento nella lega (2023) e che detta legge già dalla terza stagione da professionista. Può essere lui, già adesso, l’uomo del destino? Non è affatto da escludere. In Texas sognano e si riconnettono a quel magico 2014, l’anno del quinto titolo: quella volta c’era pure Marco Belinelli, per ora l’unico nostro giocatore ad aver alzato il Larry O’Brien Trophy.










