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Nella notte italiana tra lunedì e martedì le Finals di NBA torneranno a giocarsi al Madison Square Garden di New York, per la prima volta dopo 27 anni. La squadra di casa, i Knicks, non si qualificava alle finali del campionato di basket dal 1999. Non le vince dal 1973 e ora si gioca due partite determinanti: avendo già vinto le prime due in trasferta contro i San Antonio Spurs, le bastano “solo” altre due vittorie per prendersi il titolo.
I tifosi dei Knicks sono in visibilio già da settimane, i biglietti per le due partite al Garden hanno raggiunto prezzi altissimi e ad assistere a gara-3 ci sarà pure Donald Trump, newyorkese e tifoso di vecchia data. Dopo tanto tempo, insomma, il Madison Square Garden tornerà a ospitare un grande evento sportivo, che ancora prima di cominciare sembra già destinato a essere ricordato a lungo.
Sembra appropriato che ciò accada proprio con la pallacanestro, visto che il Garden è da tempo soprannominato la “Mecca” del basket – dal nome della città più sacra dell’islam. Non è noto però solo per la pallacanestro, e non è la prima volta che un presidente ci metterà piede. Da decenni ospita anche le partite dei New York Rangers (di hockey su ghiaccio), e nel corso della sua storia ci sono stati anche celebri incontri di pugilato, eventi di wrestling, oltre che concerti memorabili e comizi politici di un certo rilievo. E insieme a cantanti, presidenti e atleti, al Garden sono passati Nikola Tesla, due papi e, una volta, persino migliaia di nazisti.











