NEW YORK – A San Antonio il basket ha sempre avuto qualcosa di geologico: lento, stratificato, quasi inevitabile, con alle spalle l’ombra del grande vecchio, Greg Popovich.
A New York, invece, è sempre stato tutto molto meteorologico, improvviso, rumoroso, pieno di elettricità nell’aria, come se ogni possesso potesse diventare una storia da prima pagina.
Finals, il programma: fattore campo agli …











