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Flavio Vanetti

Sotto di 14 punti la formazione di New York viene trascinata dal suo leader, Jalen Brunson, autore di 30 punti e dominatore del quarto periodo

New York non perde tempo a spiegare che dopo 53 anni di attesa la fame per un titolo Nba non è solo lunga ma anche feroce ed entra nelle finali 2026 per la via diretta e con il passo giusto: 105-95 a San Antonio in gara 1. Il campo degli Spurs è dunque già violato e con esso va provvisoriamente in fumo il vantaggio - sempre più teorico a questo livello - di avere una partita in più tra le mura amiche grazie al miglior record nella stagione regolare; per riprenderselo dovranno per forza vincere almeno una volta in trasferta. San Antonio ha già dimostrato di poterlo fare nella finale Ovest vinta contro Oklahoma City, ma adesso la sua strada è già in salita.

La verità è che nei playoff, a maggior ragione nella serie per il titolo, ogni incontro è una battaglia a sé e i Knicks si sono sintonizzati in questo modo sulla gara: non si sono disuniti quando si sono ritrovati sotto anche di 14 punti e hanno costruito il punto dell’1-0 in rimonta. Lo hanno fatto soprattutto attorno al loro leader, Jalen Brunson, autore di 30 punti e dominatore del quarto periodo, caratterizzato dal suo 13 nello score e da un canestro pazzesco (un jumper in torsione) che ha tappato definitivamente la bocca agli Speroni. Lo stesso Brunson aveva fatto tenere il fiato sospeso ai tifosi quando verso la fine del primo quarto era dovuto rientrare negli spogliatoi per una botta al ginocchio destro: ma ce l’ha fatta a riprendere e per San Antonio sono fioccati i guai.