di
Andrea Pasqualetto
Erminia Di Gianantonio: «Conto di arrivare a 120, poi vedremo». Il figlio Paolo: «Viveva a Trieste, salvò mio padre dalle foibe». È sempre andata a votare: «Prima Almirante, ora Meloni»
DAL NOSTRO INVIATO PISA - Sotto il grande tiglio della casa di riposo, a un passo dalla spiaggia di Calambrone, Paolo accarezza sua madre come una bambina. Lui ha 81 anni, lei 107. Si sorridono in silenzio mentre la brezza del mare arruffa le chiome bianche. C’è un problema: l’udito non più acutissimo di Erminia Di Gianantonio, cui però il Cielo ha regalato una vista formidabile. Soluzione: lui scrive le nostre domande in stampatello su un foglio, lei le legge, senza occhiali, e risponde come può. Siamo qui sia perché il Corriere della Sera ha deciso di dedicarle una delle pagine speciali sui centenari d’Italia sia perché alla signora succede un fatto singolare.
Dalla sua dichiarazione dei redditi, modello Unico, risultava un credito d’imposta di oltre 4 mila euro legato a spese sanitarie sostenute nel 2024, il Fisco ha risposto che sì, il credito c’è, ma il rimborso potrà avvenire solo fra qualche anno. Cioè, quando Erminia avrà forse toccato quota 110. «Così mi hanno risposto all’Agenzia delle entrate, dicono che siccome mia madre ha presentato l’Unico in ritardo di dieci giorni ci vorranno tre anni per riavere quei soldi... è mancata un po’ di sensibilità», racconta il figlio mentre della vicenda si stanno interessando anche due avvocati, Stefano Rossi e Giacinto Canzona.









