La cessione della più grande raffineria italiana, l’Isab di Priolo, al gruppo Ludoil della famiglia Ammaturo accende la corsa alla produzione di jet fuel e in prospettiva di Saf (Sustainable Aviation Fuel), il carburante sostenibile per gli aerei che sarà sempre più richiesto sul mercato sia per gli obblighi di decarbonizzazione del trasporto aereo fissati da Bruxelles sia perché la chiusura dello stretto di Hormuz ha dimostrato che le forniture tradizionali sono vulnerabili agli shock geopolitici.

Dai piani di Ludoil per la nuova Isab a quelli in pieno sviluppo delle bio-raffinerie di Enilive (Eni) fino alle scelte strategiche del gruppo algerino Sonatrach di privilegiare gli aeroporti italiani, il mercato è in fermento: una competizione con riflessi positivi per la sicurezza delle forniture nazionali.

Il colosso di Algeri, già al centro di una partnership strategica con Eni per gli approvvigionamenti di gas all’Italia e i n buoni rapporti col governo Meloni, ha giocato d’anticipo: nell’impianto di Augusta (Siracusa), gestito dalla controllata Sri (Sonatrach Raffineria Italiana), sta aumentando a doppia cifra la quota di carburante per l’aviazione.

Secondo fonti industriali, nei primi quattro mesi del 2026 la produzione di jet fuel della raffineria è salita a 226 mila tonnellate, il 33% in più rispetto alla media dello stesso periodo del biennio 2023-2024.