La crisi in Medio Oriente, con la chiusura dello stretto di Hormuz è «più impattante di quanto il mercato stia valutando» ma per l’Eni cambia poco. Il colosso energetico italiano che ieri ha presentato la trimestrale, si impegna a rispettare le scadenze di consegna per tutti i carburanti. «In un contesto di mercato caratterizzato da estrema volatilità, Eni continua a eseguire in modo coerente e rigoroso la propria strategia, con l’obiettivo di garantire al mercato e ai propri clienti energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico», ha spiegato l’amministratore delegato Claudio Descalzi commentando i risultati del primo trimestre dell’anno. Risultati, ha aggiunto, che «evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati».

L’andamento è positivo sotto tutti i punti di vista. «La crescita produttiva di E&P (esplorazione e produzione, ndr) si conferma eccellente», specifica il capoazienda, «abbiamo continuato a incrementare il valore del portafoglio grazie agli eccezionali successi esplorativi e al rapido avanzamento dei nostri progetti di sviluppo. La joint venture con Petronas nel sud-est asiatico, ormai prossima a raggiungere la piena operatività, aprirà una nuova fase di crescita in un’area geografica di grande rilevanza. Le società satellite legate alla transizione, grazie alla solidità dei propri modelli di business integrati, sono in grado di generare risultati solidi, autofinanziando la propria crescita. Enilive è impegnata nella realizzazione di 2 milioni di tonnellate all’anno di nuova capacità di bioraffinazione, includendo i due recenti progetti approvati di Sannazzaro e Priolo».