Un investimento di 117 milioni di euro per trasformare il porto di Tarragona, Spagna, in un temibile rivale per gli altri porti mediterranei: i cinesi di Cosco, la compagnia statale che si occupa di spedizioni marittime, s’è alleata con Ptp Ibérica, filiazione spagnola dell’argentina Ptp Group, ottenendo una concessione cinquantennale che permetterà allo scalo tarraconense di diventare l’hub per il Mediterraneo.
Il piano di Cosco per il terminal di Tarragona
Lavori al via nel 2027 su una superficie di 510mila metri quadri, praticamente quasi tutto lo spazio concedibile dei moli e il terminale intermodale ferroviario di la Boella. Tutta l’area sarà divisa per settori d’attività: sbarco dei container, magazzini generali, veicoli e una zona per la logistica della cadena del freddo, più officine. Al terminale scaricheranno sia navi portacontainer che portarinfuse (queste sono più la specialità di Ptp che trasporta prodotti agroalimentari).
L’obiettivo è attivare il nuovo hub alla fine del 2028, con una capacità pari a 680mila Teu equivalenti (un Teu equivalente è lo spazio occupato da un container di 20 piedi, cioè 6,1 metri, per una cubatura totale di 33 metri cubi). Obiettivo: rendere Tarragona la porta d’entrata nel Mediterraneo sia per i traffici merci in arrivo da Cina ed Estremo Oriente che dall’America latina.










