Con l'arrivo della stagione estiva e l'innalzamento delle temperature, le regioni italiane si muovono per proteggere la salute dei lavoratori esposti al rischio climatico. Il caldo e i primi bollini rossi arrivano sempre prima, così anche le amministrazioni iniziano a muoversi d’anticipo.

Tra protocolli d'intesa e ordinanze di divieto per le ore più calde, sul territorio nazionale le misure si muovo ancora in modo eterogeneo. Mentre Lazio, Liguria, Veneto, Puglia e Toscana si sono già attivate, in Emilia Romagna i sindacati chiedano che la regione si muova in temi brevi.

Il Veneto firma il Protocollo d’intesa per la gestione del calore

La Regione del Veneto sceglie di giocare d’anticipo sull’emergenza caldo attraverso il nuovo Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore e da radiazione solare nei luoghi di lavoro, licenziato con delibera della Giunta Regionale n. 376 del 19 maggio 2026. Il documento, che recepisce le linee guida nazionali della Conferenza delle Regioni, introduce misure operative concrete come la rimodulazione degli orari, pause in aree ombreggiate o climatizzate, idratazione costante, formazione, sorveglianza sanitaria e sistemi di allerta.

In Liguria stop alle attività all'aperto nelle ore centrali