È morto all’età di 86 anni Gianni Mattioli, fisico, docente universitario, fondatore delle Liste Verdi e tra i principali protagonisti dell’ambientalismo italiano. Nato a Genova il 29 gennaio 1940, si era laureato in Fisica all’Università “La Sapienza” di Roma nel 1964, diventando poi docente dello stesso ateneo nel 1973.

Figura di riferimento del movimento ecologista nazionale, Mattioli fu eletto alla Camera dei Deputati nel 1987 con la Lista Verde, incarico che ricoprì fino al 2001. Durante la sua attività istituzionale fu sottosegretario ai Lavori Pubblici nei governi Prodi e D’Alema dal 1996 al 2000 e ministro per le Politiche Comunitarie nel governo Amato tra il 2000 e il 2001.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo politico e ambientalista. Tra questi quello di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde: «Con profondo dolore apprendo della scomparsa di Gianni Mattioli. Se ne va uno dei protagonisti più autorevoli dell’ambientalismo italiano, un uomo che ha saputo coniugare rigore scientifico, impegno civile e passione politica».

Particolarmente toccante il ricordo del sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha definito Mattioli «un maestro, un amico e una guida indimenticabile». Leccese ha ripercorso le battaglie condivise in difesa del territorio e contro il nucleare, ricordando la mobilitazione degli anni Ottanta contro la centrale prevista lungo la costa tra Avetrana e Torre Colimena.