È morto Gianni Mattioli, fisico, docente universitario, tra i fondatori di Legambiente e storico protagonista dell’ambientalismo scientifico italiano. Nato a Genova il 29 gennaio 1940, Mattioli ha attraversato oltre mezzo secolo di storia civile, politica e scientifica del Paese, contribuendo a costruire un’idea di ecologia fondata non sugli slogan, ma sui dati, sulla conoscenza e sulla responsabilità verso la salute, l’ambiente e le generazioni future.

Professore alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Roma La Sapienza, dove ha insegnato Complementi di fisica matematica, Fisica e Fisica ambientale, Mattioli ha svolto attività di ricerca teorica in fisica delle particelle elementari, meccanica quantistica e moti quasi-periodici.

Una formazione rigorosa, che non abbandonerà mai, ma che a partire dalla fine degli anni Settanta si intreccerà in modo sempre più stretto con l’impegno pubblico.Il passaggio decisivo arriva nel 1977, quando entra in contatto con il caso delle popolazioni di Montalto di Castro, dove era prevista la realizzazione di una centrale nucleare. Da quel momento la tutela della salute e dell’ambiente diventa uno degli assi principali della sua vita. Nel 1978, insieme al collega Massimo Scalia, fonda il Comitato per la scelta dell’energia, partecipando poi ai lavori di commissioni dedicate a forme alternative di energia e inquinamento atmosferico promosse da Parlamento, Consiglio europeo, Regioni e sindacati.