Gianni Mattioli, fisico genovese e padre dell'ambientalismo italiano, è morto a 86 anni. Deputato per quattro legislature, ministro nel governo Amato e tra i fondatori delle Liste Verdi, è ricordato per la sua battaglia antinucleare e per aver coniugato scienza e impegno politico in difesa dell'ambiente.

Si è spento a 86 anni Gianni Mattioli, fisico, ex ministro e una delle figure più rappresentative dell’ecologismo nel nostro Paese. Nato a Genova il 29 gennaio 1940, Mattioli ha intrecciato per decenni rigore scientifico e impegno politico, lasciando un’impronta profonda nella storia ambientale italiana.

La sua carriera istituzionale è stata lunga e articolata: quattro legislature da deputato, il ruolo di ministro per le Politiche comunitarie nel governo Amato, quello di sottosegretario al ministero dei Lavori pubblici negli esecutivi Prodi e D’Alema, e infine portavoce della Federazione dei Verdi, di cui fu anche tra i fondatori.

A ricordarlo è Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde:

È stato uno dei protagonisti più autorevoli dell’ambientalismo italiano, un uomo che ha saputo coniugare rigore scientifico, impegno civile e passione politica». Bonelli sottolinea inoltre il ruolo decisivo di Mattioli — insieme a Massimo Scalia — nella storica battaglia antinucleare che contribuì a cambiare il corso energetico del Paese.