Secondo Sanders, l’IA è stata costruita utilizzando il patrimonio collettivo di conoscenze delle persone. Per questo i benefici economici della rivoluzione tecnologica, “il futuro dell’intelligenza artificiale e il destino dell’umanità non devono essere decisi a porte chiuse nella Silicon Valley”

L’IA rappresenta probabilmente “la tecnologia più trasformativa nella storia del mondo” e il suo sviluppo non può essere lasciato nelle mani di una ristretta élite di miliardari della Silicon Valley. Parola del senatore americano Bernie Sanders, che in un op-ed pubblicato dal New York Times mette nero su bianco la sua idea per il destino di questa disruptive tehcnology.

Il politico Usa sottolinea come l’IA sia destinata a modificare profondamente la vita di ogni cittadino, incidendo sull’economia, sulla democrazia, sull’istruzione, sull’ambiente e persino sul benessere psicologico delle persone, e che bisogna pensare a chi controllerà questo futuro, e chi ne beneficerà. Al centro della sua critica vi è il modello di sviluppo seguito dalle principali aziende del settore, come OpenAI, Anthropic e xAI, che hanno costruito sistemi di IA utilizzando l’enorme patrimonio collettivo di conoscenze prodotto dall’umanità nel corso delle generazioni “senza permesso, senza riconoscimento e senza compensazione[…] L’IA è costruita sulla nostra intelligenza collettiva”. Un principio riconosciuto anche dallo stesso amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, che ha definito i modelli di IA come prodotti addestrati sull’“esperienza collettiva, la conoscenza e gli insegnamenti dell’umanità”.