Lo scorso febbraio Sam Altman, l’inventore di ChatGPT, e Dario Amodei, che da ex dirigente di OpenAI ha fondato la startup Anthropic e lanciato il chatbot Claude, evitarono di stringersi la mano al summit dell’intelligenza artificiale di New Delhi. Era il segnale che la già ben nota competizione tra i due si stava avvicinando a un momento topico: lo sbarco a Wall Street. Chi sarebbe arrivato per primo a promuovere la più grande IPO tecnologica della storia e per di più la prima basata sull’intelligenza artificiale? A quanto pare, Amodei è riuscito a bruciare sul tempo Altman trovando anche il modo di presentare la domanda alla Sec, la Securities and Exchange Commission, senza scoprire le carte del suo progetto, vale a dire il numero e il prezzo delle azioni con cui Anthropic sarà offerta agli investitori, anche se si parla già di una capitalizzazione iniziale di 1.000 miliardi di dollari.Anche Altman, in realtà, sarebbe pronto con l’obiettivo di arrivare sul mercato addirittura entro settembre. E tra i due litiganti potrebbe inserirsi Elon Musk, che ha appena perso una causa da 130 miliardi di dollari proprio contro OpenAI e si prepara in tempi stretti ad approdare al Nasdaq con la sua SpaceX. Già circolano stime sulla capitalizzazione: 1.800 miliardi. Insomma, la Borsa di New York si prepara a un’ondata di operazioni record che riflettono la più recente evoluzione della Silicon Valley, dove società come Meta e Amazon hanno già raggiunto un valore azionario pari al pil di uno Stato medio. Il rischio che si crei una bolla speculativa, fondata sul dubbio che le quotazioni stellari delle società non corrispondano al loro valore reale e alle concrete possibilità di sviluppo, è in questo momento surclassato dall’euforia che il fenomeno sta generando sui mercati globali, compreso quello di Hong Kong. Tutto questo dinamismo ha anche qualche impatto non trascurabile sulla presidenza di Donald Trump, che vede il consenso interno in calo in vista delle elezioni midterm. Sicuramente Trump ha un argomento in più per vantare la supremazia tecnologica degli Stati Uniti nei confronti della Cina. Ma soprattutto proprio il grande flusso di investimenti verso l’intelligenza artificiale sta facendo in modo che l’economia statunitense continui a crescere nonostante gli shock geopolitici, dai dazi alle guerre. Solo Google, Amazon, Microsoft e Meta hanno investito 130 miliardi nel primo trimestre di quest’anno, il 70 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Sorvolando sul fatto che questo amplifica forse in maniera irrimediabile il gap con l’Europa, si capisce anche come i danni dell’impegno bellico all’estero a scapito di America First non siano così visibili nei dati economici americani, se non con l’aumento del prezzo della benzina, che genera inflazione. Nel primo trimestre del 2026 il Pil americano è cresciuto del 2 per cento, meno degli anni precedenti a Trump, ed è stato rivisto al ribasso in aprile, più 1,6 per cento, ma tutto sommato tiene e non si vedono grandi cali nei consumi grazie a un mercato del lavoro che ha continuato a mostrarsi solido.Attenzione, però, perché si comincia a vedere chiaramente, dai dati sul tasso di partecipazione al mercato del lavoro in base all’età, che alla crescita del peso del settore hi-tech sull’economia sta corrispondendo l’esclusione degli over 55. Se si osserva l’andamento della curva di questa fascia di lavoratori a partire dal 2018, si nota che comincia a calare vertiginosamente nell’ultimo anno e mezzo, in concomitanza con l’accelerazione impressa all’AI anche dalle leggi approvate dal Congresso. In definitiva, la Silicon Valley rappresenta una sorta di polizza assicurativa per Trump perché dà una forte spinta alla crescita e lo fa con soldi propri, ma allo stesso tempo introduce dinamiche sociali nuove il cui impatto sulle elezioni midterm è imprevedibile. Gli over 55, infatti, voteranno al pari dei ventenni e la dicotomia potrebbe farsi sentire sul risultato, come hanno evidenziato alcuni osservatori. Poi, però, bisogna considerare un altro aspetto che ha a che fare con la cultura americana: la passione per gli investimenti in Borsa. L’arrivo di tre IPO da record a Wall Street – Anthropic, OpenAI e SpaceX – è destinato a stimolare gli investitori istituzionali di tutto il mondo ma anche il popolo dei risparmiatori che spera di arrotondare pensione e reddito attraverso i guadagni azionari, negli Stati Uniti una tradizione, salvo perdite rocambolesche come quando scoppiò la bolla delle dot-com all’inizio degli anni Duemila.
Anthropic e le altre. Perché il boom hi tech è una lama a doppio taglio per Trump
La Silicon Valley diventa la polizza economica di Trump: investimenti enormi nell’intelligenza artificiale, pil ancora in crescita e mercati euforici nonostante guerre, dazi e shock geopolitici. Ma la stessa spinta tecnologica rischia di escludere una parte dei lavoratori più anziani, proprio alla vigilia delle midterm







