Donald Trump ritiene che gli americani dovrebbero beneficiare della grande ricchezza che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale genererà. «Serve una partnership con le aziende così che gli americani possano essere parte della rivoluzione tecnologica», ha detto il presidente venerdì sera dall’Air Force One. L’Amministrazione infatti vorrebbe una partecipazione pubblica nelle grandi società dell’Ai e comprare quote strategiche nei colossi hi-tech, da Anthropic a OpenAI (pronti a sbarcare a Wall Street) sino a Google e Space X. Lo scorso agosto ad esempio Washington è entrato nel capitale di Intel tramutando le sovvenzioni in capitale azionario suscitando diversi musi lunghi nel mondo della destra Usa per “l’intromissione” nel mercato con l’investimento di 8,9 miliardi di dollari. Un secondo esempio riguarda invece il mercato dei semiconduttori. In cambio dell’autorizzazione a Nvidia e Amd di commerciare i chip di ultima generazione con la Cina, l’Amministrazione ha chiesto che il 15% delle vendite finisca nelle tasche dell’erario. Con i colossi dell’AI – da Meta a Open Ai, sino a Anthropic e la galassia Musk – una delle idee è quella di creare un fondo sovrano.
Ed è su questo piano che si sono saldate le visioni di due persone agli antipodi della galassia politica americana: Donald Trump e Bernie Sanders. Il senatore indipendente del Vermont lunedì ha presentato una proposta di legge che prevede la creazione di un fondo e l’assegnazione al pubblico di «una quota di proprietà diretta» nelle principali aziende di intelligenza artificiale, attraverso un'imposta una tantum del 50% da versare in azioni. Lo stesso Trump, rispondendo ai cronisti, ha detto: «Sul piano economico ci sono aspetti su cui le nostre posizioni non sono poi così distanti. La gente ne è sorpresa».











