Sam Altman potrebbe aver trovato la chiave di volta. Che a Donald Trump piacciano i soldi e gli affari è storia nota. Che il presidente americano consideri l’intelligenza artificiale un settore di sicurezza nazionale, e dunque da proteggere come meglio crede, è anch’esso un fatto incontrovertibile.

Unendo queste due elementi, ecco che il ceo di OpenAI partorisce la sua idea: cedere una quota del 5% di OpenAI al governo per ingraziarsi la Casa Bianca. Le trattative sono ancora in una fase iniziale, ma la speranza di Altman è che anche altre aziende del settore seguano questa strada versando la quota in un fondo ad hoc.

La proposta, riportata dal Financial Times, è tutt’altro che nuova, già avanzata da altri amministratori delegati a capo di aziende tecnologiche. Per poter esportare i suoi chip di alta fascia H200 in Cina, Jensen Huang di Nvidia ha dovuto garantire all’amministrazione Trump il 15 per cento sul totale delle vendite. Anche Lip-Bu Tan, ceo di Intel, è dovuto scendere a compromessi.

Nel giro di pochi giorni, Trump è passato dal chiedere le sue dimissioni per presunti legami con la Cina a lodarlo come imprenditore di successo, dopo aver permesso al governo di diventare azionista della sua azienda acquisendo una quota del 9,99 per cento. Se basta così poco per godere del favore del presidente, avrà pensato Altman, perché non provarci.