| 1 Giugno 2026 15:16 |

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CATANZARO (ITALPRESS) – Nelle grandi città italiane il mercato degli affitti sta vivendo una trasformazione profonda: il contratto ordinario “4+4” perde terreno — rappresentando ormai poco più di un terzo delle nuove locazioni nelle otto maggiori città —, mentre crescono i contratti a canone concordato e quelli transitorie. È il segnale che proprietari e inquilini cercano formule più flessibili e sostenibili, attratti anche dalla cedolare secca al 10% e dagli sconti Imu. Tuttavia, come emerge da un’analisi pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, gli accordi territoriali funzionano solo se non diventano gabbie burocratiche. Se pretendono di stabilire dall’alto il valore degli immobili, ignorando qualità e territorio, finiscono per comprimere il mercato. Le fasce di oscillazione devono quindi rimanere ampie per garantire una reale libertà di negoziazione.

In questo quadro si inserisce il modello di Catanzaro. L’Accordo territoriale del 2021, sottoscritto da Confedilizia Catanzaro con i sindacati degli inquilini, è stato aggiornato con un’appendice integrativa nel 2025 per recepire la nuova zonizzazione Omi dell’Agenzia delle Entrate. Una scelta che evita di fotografare il territorio con mappe superate, riconoscendo le profonde differenze tra il centro storico, Catanzaro Lido, le aree universitarie o quelle rurali, e valorizzando elementi decisivi come l’efficienza energetica, l’arredamento e i servizi.