Il Rapporto immobiliare 2026 dell’Omi-agenzia delle Entrate, analizzati dal Lunedì de Il Sole 24 Ore, restituisce la fotografia di un mercato sempre più restio ai contratti lunghi ordinari a vantaggio di locazioni concordate e affitti “transitori”. Gli affitti 3+2 si concentrano nei Comuni ad alta tensione abitativa mentre i contratti transitori sono più diffusi nei centri minori
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In un momento in cui si discute molto sugli affitti brevi e il Governo lancia il piano casa, i dati del Rapporto immobiliare 2026 dell’Omi-agenzia delle Entrate, analizzati dal Lunedì de Il Sole 24 Ore, restituiscono la fotografia di un mercato sempre più restio ai contratti lunghi ordinari, i classici 4+4 (-2,4%), a vantaggio di locazioni concordate (+6%) e affitti “transitori”. Gli affitti 3+2 si concentrano nei Comuni ad alta tensione abitativa mentre i contratti transitori sono più diffusi nei centri minori. L’intero mercato delle locazioni ha sfiorato i 7 miliardi di euro annui con oltre un milione di nuovi contratti d’affitto registrati.
In calo i classici 4+4
Nel 2025 la formula affittuaria del cosiddetto classici 4+4 è stata scelta solo per il 39,5% delle locazioni registrate all’Agenzia delle Entrate. Dieci anni fa il dato era al 53,3% e l’anno scorso si è fermato addirittura al 35,4% nelle otto città maggiori (Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo). Con il calo dei contratti liberi, le locazioni concordate (che hanno durata minima di tre anni) sono passate dal 20,5 al 24,8% e sono aumentati gli affitti classificati dal Rapporto come “transitori”: dai contratti per studenti ai rapporti transitori veri e propri, fino a 18 mesi, stipulabili solo per le esigenze previste dalla normativa o dagli accordi locali tra proprietà edilizia e sindacati degli inquilini.







