Aveva ignorato per mesi segnali allarmanti come spossatezza cronica e sudorazioni notturne, cercando di sopperire alla stanchezza con forti dosi di caffeina per riuscire a sostenere i turni mattutini del suo lavoro in una nota catena di ristorazione. Poi l’amara sorpresa. È la storia di Conor Mulvanerton che nel 2024 ha dovuto affrontare un serio problema di salute.
Quei sintomi, inizialmente sottovalutati, si sono rivelati i segnali inequivocabili di una patologia grave: nel novembre del 2024 a Mulvanerton è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin in stadio II. Il percorso di cura si è complicato ulteriormente quando la malattia ha mostrato segni di recidiva, rendendo indispensabile il ricorso a un trapianto di cellule staminali. Oggi, a soli 26 anni, Mulvanerton guarda al futuro con speranza: è in remissione e dedica tutte le sue energie alla ripresa fisica.
“Anche se non ne vado fiero, certi giorni bevevo otto caffè espresso e riuscivo comunque a dormire dopo il lavoro – ha raccontato in a People il ventiseienne -. Ho iniziato a notare i primi sintomi nella primavera del 2024. Lavoravo come barista nei turni mattutini e dovevo alzarmi alle 3:50. Passavo tutto il turno a bere tantissima caffeina, ma in qualche modo riuscivo a tornare a casa e ad addormentarmi”.












