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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato una collaborazione con la Repubblica Democratica del Congo finalizzata allo sviluppo di un vaccino contro l'ebola. L'attuale epidemia, che sta interessando l'est del paese, costituisce la diciassettesima ondata registrata nella Repubblica del Congo dal 1976, anno in cui il virus è stato individuato per la prima volta. La dichiarazione arriva in seguito ad una missione svoltasi la settimana scorsa a Bunia, capoluogo della provincia di Ituri, epicentro dell'infezione. La missione è stata coordinata dal ministro congolese della Salute Samuel Roger Kamba e dal ministro della Comunicazione Patrick Muyaya, insieme al direttore generale dell'OMS, Tedros Dhanom Ghebreyesus. Sebbene ad oggi non ci sia un vaccino autorizzato o una terapia specifica, i dati epidemiologici indicano che la guarigione è possibile: il tasso di mortalità varia tra il 30% e il 50%. Le autorità sanitarie ribadiscono che "le comprovate misure di sanità pubblica rimangono efficaci nel contenere la trasmissione e nel raggiungere una possibile completa guarigione".

Prevenzione e criticità nelle zone di conflitto

Il direttore generale dell'OMS ha sottolineato, tramite la piattaforma social X, l'importanza di una tempestiva assistenza medica alla comparsa dei primi sintomi per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Risulta essenziale la collaborazione dell'intera comunità, che viene esortata ad adottare comportamenti protettivi: sono raccomandate una regolare igiene delle mani, la consultazione dei centri sanitari e la condivisione delle informazioni. L'intervento sanitario si inserisce in un contesto geopolitico complesso, caratterizzato da un conflitto prolungato tra l'esercito congolese e i gruppi ribelli che operano nella regione. Per consentire e facilitare le operazioni di contrasto all'epidemia, la scorsa settimana Tedros ha formulato una richiesta di cessate il fuoco alle parti coinvolte.Centri di trattamento e diffusione del virus