ROMA – Il 16 maggio scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia del ceppo Bundibugyo del virus Ebola (EVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Al 20 maggio, la RDC aveva già segnalato oltre 670 casi sospetti, 61 casi confermati e quasi 160 decessi. Il focolaio è scoppiato nella provincia di Ituri, ma i continui combattimenti che si susseguono da anni sul territorio, la forte presenza di gruppi armati non statali, la povertà cronica e i sistemi sanitari deboli, aggravano le difficoltà nella risposta all'epidemia in tutta la regione.

La presenza di Ai.Bi. in Congo. L’Ong Ai.Bi. Amici dei Bambini è presente in Congo dal 2008, con interventi in particolare nella città di Goma, nella provincia del Nord Kivu, che condivide tutto il confine nord con la provincia di Ituri.Al momento, a Goma è stato confermato un solo caso di Ebola: una signora proveniente dalla provincia dell’Ituri, rimasta vedova del marito deceduto proprio a causa del virus. Posta in isolamento, i suoi contatti sono stati tracciati e i campioni analizzati dal laboratorio dell’INRB. Secondo i comunicati ufficiali gestiti dall’M23, il gruppo ribelle che di fatto amministra la città, tutti i test sono risultati negativi.