Cosa succede quando il diabete incontra la vita di un bambino? La risposta più immediata potrebbe essere legata alla paura e alla preoccupazione. Tuttavia, la prospettiva emersa durante il convegno internazionale "Il diabete incontra una persona", svoltosi per due giorni a San Marino, ribalta completamente questo approccio. «In quel momento quel bambino e la sua famiglia, insieme, dovranno affrontare un percorso di vita più ricco», ha spiegato Riccardo Venturini, psicologo dell’età evolutiva e dei disturbi dell’apprendimento, nonché guida dell'associazione di pazienti e familiari "Vivere meglio". Secondo l'esperto, la nuova condizione metabolica, se affrontata nel modo corretto, può persino diventare uno stimolo per rendere l’esistenza del minore migliore, trasformando le difficoltà quotidiane in un’opportunità di crescita personale.

L'evento ha acceso i riflettori su un'emergenza sanitaria in crescita: se in Italia si contano circa 17mila giovani sotto i 20 anni affetti da diabete di tipo 1 (la forma autoimmune), a preoccupare fortemente i medici è l'impennata del diabete di tipo 2 tra i più piccoli. Questa seconda forma è strettamente legata agli stili di vita scorretti e all'obesità infantile: i dati globali indicano che tra il 1990 e il 2022, nella fascia d'età tra i 5 e i 19 anni, la prevalenza della patologia è quadruplicata, balzando dal 2% a ben l'8%.Il decalogo della crescita: i 5 passaggi chiave per la famiglia Per aiutare i genitori e i figli a metabolizzare la diagnosi e a convivere serenamente con la malattia, il dottor Venturini ha elaborato cinque regole "affascinanti" basate sulla condivisione e sull'ascolto emotivo: Consapevolezza condivisa: È fondamentale essere pienamente consapevoli della situazione e vivere uniti ogni singolo momento critico, senza isolarsi. Ascolto reciproco: Bambino e genitori devono parlarsi costantemente. I disagi e i momenti di sconforto non vanno ignorati, ma affrontati insieme come problemi concreti da risolvere. Gioco di squadra: Sentirsi parte dello stesso team. La gestione del diabete non deve pesare solo sul piccolo paziente, ma deve diventare una sfida collettiva della famiglia. Gestione delle emozioni: Le emozioni sono il cuore pulsante della vita di chi affronta il diabete. Momenti di crisi, perplessità o dubbio vanno accolti e superati insieme, trovando la forza di dare il meglio. Guardare al futuro: L'obiettivo finale deve rimanere sempre quello di "vivere meglio". Il domani è e deve essere un futuro in salute, anche e soprattutto convivendo con il diabete. Il punti di vista clinico del convegno Dal punto di vista prettamente clinico, il convegno ha analizzato le straordinarie potenzialità terapeutiche dei nuovi farmaci (come la tirzepatide e la semaglutide). Come documentato dal professor Stefano Del Prato (European Diabetes Forum di Pisa), queste molecole si stanno rivelando estremamente efficaci nel controllo dei livelli di glicemia nel sangue, nella perdita di peso e nella drastica riduzione dei rischi cardiovascolari. Tuttavia, questi trattamenti portano a una riduzione non solo della massa grassa, ma in parte anche di quella magra (i muscoli).Per questo motivo, il professor Francesco Branca (Institute of Global Health di Ginevra) ha richiamato l'importanza di affiancare alla terapia farmacologica una dieta rigorosamente sana e bilanciata, ricca di carboidrati complessi, fibre e proteine, limitando drasticamente i cibi ultra-trasformati, le bevande zuccherate, il sale e le carni rosse. Una sfida educativa complessa, visti i continui richiami della pubblicità e dell'industria alimentare, che i genitori devono affrontare prediligendo il dialogo e la spiegazione scientifica rispetto alla mera proibizione.A completare il quadro è la necessità di una mobilitazione sociale e urbana. Federico Serra (Health City Institute) ha lanciato un appello ai sindaci affinché nominino nelle città figure specializzate come gli Sport, Health and city manager, capaci di ridisegnare gli spazi urbani per favorire il movimento e le camminate all'aria aperta. Lo sport, come ricordato dal professor Felice Strollo, deve essere considerato a tutti gli effetti una vera e propria "prescrizione terapeutica" e una potente fonte di riscatto personale. Durante la due giorni di San Marino, la platea ha voluto dare il buon esempio pratico: le sessioni di lavoro sono state periodicamente interrotte per permettere a tutti i partecipanti di effettuare un minuto di ginnastica, guidati dal preparatore atletico Alessio Fresco, a sua volta persona con diabete.