Pechino ha presentato il quindicesimo Piano Quinquennale che segna una svolta anche nella strategia spaziale, da una logica di affermazione di potere geopolitico alla totale integrazione economica e industriale. In Europa non sembra ci sia stata sufficiente attenzione a questo evento, sintomo di superficiale manchevolezza

Il 5 marzo, la quarta sessione plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha approvato la proposta per il quindicesimo Piano Quinquennale per il periodo 2026-2030. In Europa, la notizia non ha praticamente avuto eco mediatica, a parte un paio di giornali economici francesi; mentre il Italia nessun quotidiano generalista, né televisione, ha dedicato minimo spazio al tema.

Invece, sarebbe stato opportuno prestare seriamente attenzione al Piano perché rivela una decisa e strutturata volontà di porsi come leader mondiale e dettare le regole. Pechino assume una postura strategica di dominazione globale che rivela con chiarezza la considerazione che il paese ha oggi di sé: non più un’economia emergente che cerca di recuperare il ritardo sull’Occidente, ma una superpotenza ben organizzata che intende soppiantare i rivali mondiali nei settori decisivi del XXI secolo.