TAIPEI – Tecnologia e innovazione non sono solo uno dei pilastri del nuovo piano quinquennale della Cina, ne sono il cuore e il motore. Martedì 28 ottobre è stato pubblicato il documento integrale con le proposte del Comitato centrale del Partito comunista per la composizione del piano 2026-2030, che verrà approvato in via definitiva durante le "due sessioni", l'annuale appuntamento legislativo del prossimo marzo. Tecnologia e innovazione assumono ancora di più il ruolo di centro propulsore della "modernizzazione socialista di base", storico obiettivo da raggiungere entro il 2035.

Il testo individua un’ampia strategia per costruire un sistema di innovazione integrato tra ricerca, industria e istruzione, fondato su un forte coordinamento statale ma aperto a meccanismi di mercato e cooperazione internazionale selettiva.

Il rafforzamento delle tecnologie chiave di base

La priorità è il rafforzamento delle cosiddette “tecnologie chiave di base”, con una strategia nazionale integrata per affrontare le “tecnologie di base e i colli di bottiglia” nei settori critici. L’obiettivo è il perseguimento dell'autosufficienza e la riduzione della dipendenza da tecnologie straniere.

Per farlo, si prevede l'istituzione di un “nuovo sistema nazionale” di ricerca e sviluppo, con forte coordinamento centrale e pianificazione a lungo termine. Ciò include la creazione di grandi progetti scientifici e tecnologici nazionali, ma anche un maggiore investimento nella ricerca di base: la quota di R&S destinata alla ricerca fondamentale dovrà aumentare in modo stabile, con meccanismi di finanziamento pluriennali e un controllo diretto del governo centrale sulle priorità strategiche.