di
Maria La Barbera
Il presidente della Einaudi si racconta, dall’affidamento a un'altra famigllia in prima elementare al rapporto con Primo Levi: «La casa editrice? Era un posto infernale»
Walter Barberis, classe 1950, torinese, storico, scrittore, professore di Storia Moderna e Metodologia della Ricerca Storica. Nel 1975 fu assunto alla Casa Editrice Einaudi, ricoprendo diversi incarichi fino all’attuale presidenza. L’intervista avviene in un luogo iconico: la sala riunioni della casa editrice, al grande tavolo ovale in legno dove un tempo sedevano Giulio Einaudi, Primo Levi, Norberto Bobbio, Natalia Ginzburg e Italo Calvino.
Com’è stata la sua infanzia?«Triste. Ero figlio di figlio unico e lo era anche mio nonno. Per motivi che riguardavano la mia famiglia fui affidato a dei cugini di mio padre, facevo la prima elementare».









