Quante atrocità e tragedie nel Medioevo, ma anche quanta forza creatrice. Luce: mica quel buio, quella repressione, quel controllo e quei roghi che si è soliti affibbiargli. È come se fosse una missione quella dello storico e studioso Alessandro Barbero, demolire quel muro di pregiudizi che la storia ha costruito attorno all’epoca di mezzo. E ci riesce, in quella missione, fosse solo per quel trasporto, quell’energia, quella conoscenza profonda che accompagna ogni discorso e concetto.

"Gli antichisti non hanno bisogno di dire che la Grecia ha creato una grande civiltà. Noi medievisti sì, dobbiamo ogni volta ricordarlo che il Medioevo non è stata un’epoca più buia delle altre. Detto poi da noi, che viviamo questo nostro tempo. Il Medioevo ha prodotto una civiltà creatrice e molto più libera nel discutere e nell’interrogarsi di quello che pensiamo. Meno schiava di pregiudizi, di certezze preconfezionate".

Che tipo di pregiudizi?

"Noi immaginiamo che la Chiesa imponesse un controllo ferreo sui comportamenti della gente. Poi sui trattati di diritto canonico si scopre che degli interrogativi, a esempio sulla vita sessuale, la Chiesa se li poneva: ma davvero, diceva, dobbiamo provare a insegnare alla gente come vivere la propria vita sessuale quando ognuno poi sceglie per sé come vuole? La Chiesa, contrariamente a quanto si pensi, non imponeva certi comportamenti".