Maurizio Codogno, meglio noto in rete come .mau., racconta come lui vede la matematica, con la scusa di non doverla insegnare né crearne di nuova. Sir Roger Penrose pensa che le IA non siano intelligenti, ma solo ingegnose. Vedendo gli ultimi risultati, il mio commento è: probabilmente sì, ma è comunque tanta roba.

Sir Roger Penrose ha fatto tante cose, oltre che vincere un Nobel. Dal punto di vista della filosofia della matematica è famoso per la sua affermazione secondo cui la coscienza umana non è computazionale; come corollario si ha che il cervello non è una macchina di Turing, e quindi è in grado di fare qualcosa che nessun algoritmo può fare per le limitazioni del primo teorema di incompletezza di Gödel. Non che la maggior parte dei filosofi della matematica concordi con lui, non foss’altro che perché la mente umana non è un sistema coerente; però bisogna dargli atto di aver provato a vedere le cose da un altro punto di vista. Un suo recente commento mi pare però sia molto più condivisibile. Come si può leggere in questo tweet, in un suo video Penrose sostiene che dovremmo smetterla di parlare di intelligenza artificiale e usare piuttosto il termine “artificial cleverness”.

Prima di andare più a fondo nel pensiero di Penrose permettetemi una considerazione personale. Per tradurre “artificial cleverness” ho scelto l’espressione “ingegno artificiale” per due motivi, a parte il restare con l’acronimo IA. Il primo è banale: “clever” viene spesso tradotto come “intelligente” ma qui non potevo certo farlo. Il secondo è più sottile: “ingegno artificiale” mi ricorda gli “ingegni minuti” narrati da Giovanbattista Vico e ripresi da Benedetto Croce nella sua crociata 🙂 contro gli scienziati, che sono sì tanto bravi ma non portano davvero conoscenza. Anche in questo caso infatti chi parla dà un giudizio esplicito su cosa fa una categoria diversa dalla propria: i non-filosofi per Croce, i non-umani per Penrose. Sicuramente Croce lo faceva per sminuire gli scienziati; Penrose probabilmente per sminuire l’IA; per me la cosa è un po’ diversa.