Dighe dell’Isola con quasi due terzi d’acqua in più rispetto allo scorso anno e ormai fuori dai livelli emergenziali del 2024 e 2025, ma i dissalatori di Gela, Porto Empedocle e Trapani continueranno a funzionare, a pieno regime. È quanto previsto per questa estate dalla Regione e dalla task force anti-siccità timonata da Salvo Cocina, perché, rimarca il capo della Protezione civile siciliana, «i tre impianti agiscono nelle aree più critiche dell’Isola sul piano idrico, dove bisogna preservare al massimo i volumi dei laghi, in modo da avere quantità sufficienti per l’anno prossimo».C’è poi il paradosso cronico, legato al pessimo stato delle condutture, «specie nell’Agrigentino», dove, continua Cocina lanciando un pungolo ai Comuni e alle Assemblee territoriali idriche, «la disponibilità d’acqua è oggi superiore al 50% del necessario e pari a quanto se ne consumerebbe in Danimarca, ma la risorsa si spreca a causa di una rete fatiscente, mentre molte utenze sono distaccate per non pagare il canone. Come a Canicattì, dove tante famiglie non sono allacciate e richiedono l’uso delle autobotti», controllato a vista dalla prefettura.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
In Sicilia le dighe sono piene, ma i dissalatori non si fermano
Il capo della Protezione civile regionale, Cocina: «Volumi dei laghi da preservare per avere acqua anche nel 2027»












