L'emergenza idrica che negli ultimi anni ha colpito duramente la Sicilia torna al centro del dibattito nazionale. Dopo mesi segnati da razionamenti, invasi ai minimi storici e difficoltà nell'approvvigionamento di acqua per famiglie e imprese, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, rilancia la necessità di affrontare il problema con interventi strutturali e non più soltanto con misure emergenziali.

In un'intervista al Sole 24 Ore, il vicepremier ha sottolineato come il cambiamento climatico e la crescente scarsità d'acqua impongano un cambio di passo nella gestione delle risorse idriche. «Dobbiamo passare da una logica emergenziale a una strategia fondata su programmazione, investimenti e realizzazione delle opere necessarie», ha dichiarato.

Tra le regioni destinatarie dei maggiori investimenti figura proprio la Sicilia, alla quale il Ministero ha assegnato circa 1,5 miliardi di euro per interventi sulle infrastrutture idriche. Una cifra significativa che arriva in un territorio dove la crisi dell'acqua è diventata una delle principali emergenze degli ultimi anni.

La scorsa estate numerosi comuni siciliani hanno dovuto fare i conti con turnazioni nell'erogazione dell'acqua potabile, autobotti e ordinanze per limitare i consumi. La situazione è stata aggravata da una prolungata siccità, dalla riduzione delle riserve negli invasi e da una rete idrica che in molte aree disperde una parte consistente dell'acqua a causa delle perdite. Anche il comparto agricolo ha subito pesanti conseguenze, con raccolti compromessi e allevamenti messi in difficoltà dalla carenza della risorsa idrica.