Il primo giugno di cento anni fa, a Los Angeles, nasceva Marilyn Monroe, il mito biondo di Hollywood, icona senza tempo di bellezza e sensualità.
Californiana doc, Norma Jean Mortenson - questo il suo vero nome - era nata a Los Angeles e aveva vissuto i primi anni della sua vita sola con la madre, Gladys Pearl Monroe, inferma mentale, a cui era stata tolta molto piccola per passare da una casa-famiglia all'altra, subendo maltrattamenti e violenze.
Inizialmente aspirante modella, la stella di Marilyn cominciò a brillare quando fu scoperta dall’attore Ben Lyon a soli vent’anni. Ma altrettanto presto, a 36 anni e nel pieno di una carriera inarrestabile, la sua vita si è fermata a causa di una overdose di barbiturici, il 4 agosto 1962 sempre a Los Angeles.
Una morte, la sua, ancora avvolta dal mistero: la versione ufficiale dichiarò il "probabile suicidio", ma tante furono le tesi controverse, tra cui morte per omicidio commissionato da Robert Kennedy e commesso dal Dottor Ralph Greenson - psichiatra di Marilyn - con un'iniezione letale; oppure omicidio perpetrato dalla mafia di Chicago per vendicarsi dei Kennedy che gli avevano fatto la guerra.
Quale che fosse stata la causa, Marilyn lasciò un vuoto incolmabile diventando istantaneamente una leggenda.










