Esattamente cento anni fa, il 1 giugno del 1926 nasceva Marilyn Monroe, il massimo sex symbol del ”900 e magari del 2000 se il cinema riuscirà a durare. Nasce male, figlia di padre ignoto e di una madre malata di nervi che va e viene dalle case di cura. Marilyn (che per ora si chiama Norma Jean Baker) passa infanzia e adolescenza presso famiglie spesso non raccomandabili (da teenager subisce anche violenze). Crede di poter uscire da quel ghetto sposandosi a 17 anni con un vigile del fuoco. Il matrimonio dura pochissimo, ma intanto Norma-Marilyn ha capito quel che vuol fare, la modella, l’attrice.Passa mesi, forse anni nel “casting couch” (il divano dei produttori per poter ottenere i ruoli). Finchè qualcuno per lei ha l’idea (idea spregiudicatissima negli anni ’40): posare (nuda) per un calendario su una rivista per soli uomini. Idea che si rivela ottima. Marilyn ottiene una piccola parte, ma in un grande film Giungla d'asfalto (è l’amichetta oca ma provocantissima di un avvocato impegolato con la mala).MAGIA BIONDA

Dopo “Giungla” le arriva un contratto con la Fox. La casa cerca un’alternativa alla sua bionda principale, Betty Grable che sta aumentando di anni e di chili. Nel 1953 Marilyn sostituisce Betty in Niagara (dove si esibisce in un abito rosso lacca e inaugura la sua fatidica “camminata orizzontale”) e in Gli uomini preferiscono le bionde. La prendono perché costa la metà di Betty, ma il regista Howard Hawks tramuta la lavorazione in un inferno. Ogni giorno minaccia di protestarla (si rabbonisce solo per intercessione di Jane Russell la bruna coprotagonista del film alla quale piace atteggiarsi a sorella maggiore).Hawks cambia registro solo quando si guarda i giornalieri con il materiale girato e s’accorge che da Marilyn si sprigiona una magia, quando è di scena lei lo schermo si illumina.