Oltrepassata la tenda nera che consente di varcare la soglia del Pac di Milano la prima cosa che ci si trova di fronte è uno scatto in cui Marco Fusinato, artista e musicista noise, ha congelato il sottotitolo di un frame dal film Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Il testo recita «Infatti la sola vera anarchia è quella del potere», una frase enigmatica estrapolata da un dialogo più articolato e il cui senso potrebbe essere dibattuto a lungo; nella sua traduzione in inglese, «The Only True Anarchy Is That Of Power», questa proposizione dà il titolo alla personale dell’artista (visitabile fino al 7 giugno).

Partendo dalla fine, le opere esposte al primo piano testimoniano una pratica che intreccia arte e musica in modo permanente. Salendo le scale s’incontrano infatti i disegni di Fusinato basati su partiture d’avanguardia di compositori come Cornelius Cardew, Carlos Cruz de Castro, Iannis Xenakis e molti altri. Nella project room invece sono esposti i suoi vinili in formato LP, sulle cui copertine sono sempre riprodotte un’immagine tratta dalla storia dell’arte e una ripresa dai mass media. In particolare quella di The Horizon is a Razor, ideato per questa mostra, raffigura sul fronte il dipinto Incendio di un porto di mare di Francesco Fidanza, conservato a pochi passi da lì presso la GAM di Milano, e sul retro un ritaglio di giornale in cui esseri umani e avvoltoi sono alla ricerca di cibo.