Se amate gli smoothie, c’è una cosa che dovreste assolutamente sapere: banane e frutti di bosco non dovrebbero mai essere frullati insieme. Come dimostrato da uno studio dell’Università della California Davis, infatti, l’aggiunta della banana riduce in modo significativo l'assorbimento dei flavanoli, un particolare tipo di polifenoli a cui sono attribuiti effetti benefici per la salute del cuore e del sistema nervoso. E non è l’unica combinazione da evitare se non vogliamo mantenere al massimo il valore nutrizionale del nostro spuntino.Un mix da evitareQuando tagliamo un frutto, nel giro di poco tempo la parte esposta all’aria diventa più scura. Il responsabile del cambio di colore è lo stesso che distrugge i flavanoli: si chiama polifenolo ossidasi (ppo) ed è un enzima particolarmente presente e attivo nelle banane. Come spiegano i ricercatori, frullare una banana insieme ad altri ingredienti ricchi di polifenoli fa sì che il ppo venga liberato in quantità massicce e si mangi i micronutrienti al posto nostro. L’effetto è noto, ma gli scienziati sono ora riusciti a quantificarlo. In uno studio controllato, hanno chiesto a otto uomini sani di consumare diversi tipi di bevande in giorni separati. I partecipanti hanno bevuto uno smoothie a base di banana, con un'altissima attività dell'enzima ppo, uno smoothie ai frutti di bosco misti, che hanno una bassa attività dell’enzima, e come controllo del latte con una capsula di flavanoli. Per far sì che le tre condizioni avessero la stessa quantità iniziale di flavanoli, ai due frullati è stata aggiunta una dosa standard di polvere di cacao. I risultati sono stati molto chiari: analizzando campioni di sangue e urine, è emerso che dopo il consumo dello smoothie alla banana i livelli di flavanoli erano inferiori di oltre l’80% rispetto a quanto riscontrato dopo l’assunzione della bevanda di controllo o del frullato ai frutti di bosco. Insomma, la maggior parte dei composti benefici era andata perduta.Dal bicchiere allo stomacoI ricercatori si sono anche chiesti se la degradazione dei flavanoli avvenisse solo nel bicchiere o se per caso continuasse all'interno dell'organismo. La risposta è arrivata con un ulteriore test su undici partecipanti, a cui è stato chiesto di assumere flavanoli e banana frullata a sorsi alterni. Gli ingredienti, quindi, non erano stati mescolati prima, e in questo modo sarebbero venuti a contatto solo una volta arrivati nello stomaco. Anche in questo caso i livelli di flavanoli nel sangue e nelle urine sono risultati significativamente ridotti (circa il 37-41% in meno rispetto al controllo senza banana). Il test ha dunque dimostrato che l'enzima ppo della banana non viene distrutto immediatamente dai succhi gastrici, ma rimane attivo e continua a degradare i flavanoli durante le prime fasi della digestione. Per controllo, i ricercatori hanno anche simulato l’ambiente gastrico in laboratorio, confermando che l'acidità dello stomaco non è sufficiente a bloccare subito l'azione del ppo, che invece mantiene circa il 68% della sua attività originale anche dopo l'ingestione.I migliori abbinamenti secondo la scienzaSulla base dei dati raccolti, gli scienziati hanno stilato una lista di ingredienti ad alta e bassa attività enzimatica per aiutare i consumatori a fare scelte più consapevoli. Tra gli ingredienti con la più alta attività di ppo (e quindi meno adatti a essere abbinati con fonti di flavanoli) troviamo, oltre alle banane, anche le foglie di barbabietola, le mele e le pere. Se l’obiettivo è massimizzare l'assunzione di nutrienti benefici - consigliano gli autori -, bisognerebbe evitare di mixare questi frutti con fragole, mirtilli, more, uva o cacao, che sono invece miniere di flavanoli. Per creare uno smoothie che sia al contempo cremoso e ricco di antiossidanti, è meglio puntare su abbinamenti con ingredienti a bassa attività enzimatica come l'ananas, il mango, le arance o lo yogurt. Questi alimenti permettono di mantenere intatta la biodisponibilità dei flavanoli, cioè la misura in cui queste sostanze possono essere effettivamente assorbite e utilizzate dal nostro organismo.Significa che le banane sono alimenti poco salutari? Assolutamente no, precisano gli esperti. Le banane rimangono un’ottima fonte di potassio, fibre e altri nutrienti essenziali per il benessere dell’organismo, ma ai fini dell’ottimizzazione nutrizionale è meglio consumarle come spuntino a sé.
Perché lo smoothie che mette insieme banane, frutti di bosco e cacao è un errore da evitare secondo la scienza
Le banane contengono molto polifenolo ossidasi, un enzima che distrugge gli antiossidanti perfino nello stomaco. Ma per un frullato cremoso e salutare ci sono altre soluzioni disponibili e altrettanto buone









