Sono ottantamila i cani registrati all’anagrafe e dotati di microchip su una popolazione di 398 mila abitantiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl cane è il migliore amico dell’uomo e, viene da dire, anche del bolognese. Perché, su una popolazione di 398mila residenti, i fedelissimi amici a quattro zampe sono ben ottantamila. Si tratta di animali registrati all’anagrafe e dotati di microchip che risiedono nel Comune. Ad affermarlo è il sindaco Matteo Lepore, che parlando del tema e diffondendo i dati aggiornati (a questi vanno poi aggiunti gli esemplari senza microchip e non registrati), ha assicurato che la stretta sul decoro urbano, con la cura dello spazio pubblico e la modifica del regolamento di Polizia urbana, riguarderà anche i proprietari degli amatissimi animali da compagnia: "Ne abbiamo ottantamila registrati a Bologna, quindi sono tanti su una popolazione di 398mila residenti – ha spiegato il sindaco, ospite da ’Dedalus’ di Ètv –. Chi fa fare la pipì al cane sul portico o su un pavimento, deve portarsi dietro una bottiglietta d’acqua, soprattutto d’estate, perché deve pulire". Un obbligo che ha uno scopo igienico, visto che sciacquare le deiezioni degli animali rimuove cattivi odori ed evita che si creino aloni sul marciapiede o sugli arredi urbani, ma che è anche un "un senso civico" che, secondo il primo cittadino, "serve da parte di tutti". Sono già diversi i Comuni in cui è obbligatorio per i proprietari di cani portare con sé una bottiglia d’acqua o uno spruzzatore per pulire le superfici, attraverso ordinanze comunali, alle volte stagionali. Le normative riguardano, in particolare, aree pedonali, marciapiedi ed edifici, così come muri e colonne a ridosso di vetrine e negozi. Degli esempi? San Benedetto del Tronto, Livorno e Martina Franca. E, prossimamente, il provvedimento potrebbe coinvolgere anche il nostro Comune, proprio come annunciato dal sindaco Lepore.
Cani, sono 80mila: "Pipì sotto i portici da pulire con l’acqua"
Nuove ordinanze in vista per chi ha un amico peloso .






