TREVISO Amore e giro d’affari. Quando si parla di cani le due cose non sono in contrasto. Sono oltre 200mila gli amici a quattro zampe che oggi vivono nella Marca. Nello specifico, quasi 170mila - esattamente 169.916 - hanno il microchip. E a questi si aggiungono i cani, ancora tanti, non registrati. Il numero complessivo è cresciuto nel tempo. Così come il sistema economico che gli gira attorno. Basti pensare che il valore della pet economy nell’ambito dell’artigianato, trainata appunto dai cani, è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni.
In provincia sono 81 le società (57 imprese artigiane con 64 dipendenti) attive nei servizi di cura degli animali da compagnia: toelettatura, pensione, addestramento, dog sitter, custodia e così via, ai quali va aggiunta tutta la parte del cibo, dei giochi e degli accessori. «A livello provinciale la spesa supera i 110 milioni di euro», sottolinea Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. Il mercato è in costante crescita. L’incremento rispetto al primo trimestre del 2024 è stato del 7,5%. Mentre rispetto al 2014 si è addirittura al raddoppio (+103%). E ci sono ancora margini. «Il saldo commerciale con l’estero resta negativo - nota Sartori - ciò significa che la pet economy rappresenta un segmento ad alto potenziale di sviluppo».







