PADOVA - Fino a qualche anno fa si sceglieva un cane per necessità, oggi lo si accoglie per affetto. È cambiato profondamente, negli ultimi decenni, il modo in cui ci si avvicinano agli animali d'affezione. «Quando ero bambino, sessant'anni fa, chi teneva un cane lo faceva perché era un cacciatore o un pastore», spiega il dottor Aldo Costa, direttore del Servizio veterinario di Igiene urbana dell'Ulss6 Euganea. Oggi, invece, le motivazioni sono soprattutto affettive, familiari e relazionali prosegue si adotta un animale domestico per instaurare un rapporto affettivo».

Un cambiamento culturale che si riflette nei numeri e nelle scelte delle razze che avviene prevalentemente seguendo la moda del momento. Negli anni Sessanta, dopo il film La carica dei 101, esplose la moda del dalmata; negli anni Settanta il dobermann. Attualmente prevalgono cani di piccola taglia da compagnia come maltese, bolognese, bichon, bulldog francese.

Nel Comune di Padova i cani stimati sono circa 24mila, mentre quelli iscritti all'anagrafe canina sono 20.377. Per quanto riguarda i gatti, in città si stimano circa 24mila esemplari ma solo 11.189 risultano registrati. Di questi ultimi 4.037 appartengono a colonie feline, mentre gli altri sono gatti che i proprietari hanno identificato volontariamente. Infatti come spiega Costa: «Per i cani il microchip è obbligatorio ma per i gatti no». Ma molti proprietari scelgono comunque l'identificazione. «C'è chi decide di mettere il microchip al proprio gatto per garantirsi che, in caso di smarrimento, possa essere restituito». Altri adottano animali provenienti dalle colonie, già sterilizzati e microchippati.