BELLUNO - Micio e fido: gatti e cani vicini al paziente ricoverato in ospedale. È possibile da oggi, grazie a una "istruzione operativa" che, dopo la compilazione di apposito modulo, permette l'accesso degli animali d'affezione nelle strutture dell'Ulss 1 Dolomiti, compresi, quindi, hospice e ospedali di comunità. Punto di partenza è stata la richiesta di alcune persone ricoverate: spesso quelle che vivono da sole hanno un particolare legame con il loro animale da compagnia. E ne sentono la mancanza se vivono una situazione di lungodegenza, se sono affette da patologie croniche o si trovano in ricovero terminale.
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Dalla riduzione dello stress e dell'ansia, all'aumento dell'autostima e miglioramento dell'umore, fino alla stimolazione cognitiva: il contatto con gli animali, in base a studi scientifici e osservazioni cliniche, può produrre effetti positivi significativi sul benessere psicofisico delle persone. «Dare sollievo alle persone ricoverate è un nostro obiettivo, anche attraverso il contatto con l'animale da affezione», ha affermato il direttore generale, Giuseppe Dal Ben, presentando l'iniziativa stilata dal direttore del Servizio veterinario, Enrico Francione. «Insieme a Maria De Salvador - sottolinea Francione - che è esperta in gestione comportamentale degli animali, in particolare quelli che risultano aggressivi e morsicano». De Salvador era accompagnata, in veste di testimonial, da Roar, una femmina meticcio di 5 anni, pastore dei Lagorai.






