Sassari.01 giugno 2026 alle 00:26

Minuscola, provata da sette secoli di vita, eppure capace di rinnovare ogni anno la devozione di migliaia di fedeli. Come sempre, nella Festa del Voto a lei dedicata (trasmessa in diretta da Videolina), anche ieri la Madonna delle Grazie ha unito Sassari accogliendo la richiesta di intercessione formulata nel 1943, per la prima volta, dall'arcivescovo Arcangelo Mazzotti. Al tempo l'istanza chiedeva che la città venisse risparmiata dalla guerra, e 83 anni dopo, come evidenzia il pontificale solenne, presieduto in una cattedrale gremita dalla neo guida dell’arcidiocesi turritana, monsignor Francesco Antonio Soddu, l'appello è sempre uno: la pace. La pace nel mondo come quella personale, con la mediazione della Madre di Gesù, che il vescovo evoca con le parole di San Bernardo, cantore per eccellenza delle virtù mariane.

La petizione viene ricevuta dal simulacro della Vergine, risalente al XIV secolo, e al termine della messa riportato alla base, sulle spalle dei vigili del fuoco, verso il santuario di San Pietro in Silki, dove venne scoperto nel 1540 e da allora trova ospitalità. Lungo la processione sono centinaia le persone assiepate sui marciapiedi, affacciate alle finestre, sedute al bar che assistono al passaggio della Madonnina come spettatori dai palchi di un teatro dall'impronta religiosa. E a ogni tappa piovono petali sull'effigie, in particolare nella sosta davanti all'ospedale, nel corso di un corteo compiuto in velocità. L’arcivescovo appena la Vergine arriva sulla pedana davanti alla chiesa di San Pietro, le si rivolge in modo diretto. «Ti voglio raccomandare ogni singolo figlio di questa terra - dice - In particolare i giovani. E fai che questo santuario diventi per loro il centro propulsore delle scelte buone». Nelle parole dall'arcivescovo anche le strade appena percorse dove, afferma, «Maria ha raccolto le nostre intenzioni». Infine la preghiera dello scioglimento del Voto, letta con una voce sola da una folla che arriva fino a via delle Croci. E, prima che la Madonna venga riposta nella teca, il prelato grida "Viva Maria!" Parole di gratitudine pronunciate in rappresentanza di Sassari che definisce la Beata Vergine “Signora di nostra città”.