È commovente sentire Corrado Augias dire «noi di Repubblica». Ed è profondamente vero. Perché la storia che lega il grande intellettuale italiano al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari nel 1976, è lunga mezzo secolo: Augias, storica firma del giornale che compie cinquant’anni, sarà tra gli ospiti di Repubblica delle Idee a Bologna. Dialogherà con Ezio Mauro e con la vicedirettrice Stefania Aloia a partire da un titolo affascinante, I compleanni della Repubblica.

La democrazia compie 80 anni e il quotidiano 50: cosa le fa risuonare questo doppio anniversario?

«Molto. Perché la Repubblica intesa come quotidiano ha ripreso fin dall’inizio quelli che erano i fondamenti della Repubblica italiana, a partire dalla Costituzione. Tanto che nella sua storia c’era il Partito socialista: lo dimostra la prima pagina del primo numero che si apre con un’intervista a De Martino segretario di quel partito. Promuovendo i valori della Carta il giornale è diventato il pungolo ai fianchi del Partito comunista perché si sciogliesse dall’abbraccio soffocante dell’Unione Sovietica e si avvicinasse a una socialdemocrazia europea».

Il richiamo alla Costituzione è tornato attualissimo: dal nostro palco all’Arena Repubblica Robinson, Gustavo Zagrebelsky ha detto che la Carta è un po’ come gli anticorpi che si attivano quando c’è bisogno di aiuto.