Nel dedalo del fisco italiano, anche un singolo euro può costare carissimo. Con la dichiarazione 730/2026 (relativa ai redditi 2025), superare di poco la soglia di reddito può far perdere integralmente lo status di familiare a carico e tutte le agevolazioni correlate. La vera insidia di quest’anno è però rappresentata dalle rilevanti modifiche normative che hanno ridefinito il perimetro delle detrazioni, restringendo sensibilmente la platea dei beneficiari.

La svolta sui familiari: chi resta e chi esce

La modifica più incisiva riguarda i soggetti che danno diritto alla detrazione per carichi di famiglia. Dal 1° gennaio 2025, le novità all’articolo 12 del TUIR riducono drasticamente i destinatari del beneficio. Niente più sconti per fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore e coniugi separati, anche se conviventi o mantenuti: la detrazione resta riconosciuta soltanto per il coniuge non separato, per i figli (con nuove regole anagrafiche) e per gli ascendenti conviventi, come i genitori. Un cambiamento radicale che sorprenderà quanti, per anni, hanno fatto affidamento su un concetto di “familiare a carico” ben più ampio.

Figli a carico: nuove età e limiti di reddito

Anche per i figli le regole cambiano. Con l’introduzione dell’Assegno unico e universale, che copre i figli sotto i 21 anni, nel modello 730/2026 le detrazioni tradizionali spettano esclusivamente per i figli tra i 21 e i 29 anni, oppure dai 30 anni in su solo in presenza di disabilità accertata. Restano immutate, ma insidiose, le soglie di reddito per non “uscire dal carico”: 4.000 euro lordi annui fino a 24 anni, che scendono a 2.840,51 euro dai 25 anni in poi. Massima attenzione all’anno di passaggio: se un figlio compie 25 anni nel corso del 2025, occorre verificare con precisione le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, poiché il requisito anagrafico rileva anche se sussiste solo per una parte dell’anno.