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25 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:06

Il nuovo Modello 730/2026 porta con sé una novità contabile che incide direttamente sui bilanci domestici: l’innalzamento del tetto per le detrazioni scolastiche. Dopo anni di stallo, il limite massimo di spesa detraibile per ogni studente, dalla scuola materna fino alle superiori, sale infatti da 800 a 1.000 euro. In termini di rimborso effettivo, questo significa che lo sconto fiscale del 19% passa dai vecchi 152 euro a un massimo di 190 euro per ogni figlio. Non si tratta però di un beneficio a pioggia, poiché la manovra introduce un meccanismo di selettività basato sul reddito: l’agevolazione resta piena fino a 120.000 euro di reddito complessivo, per poi sgonfiarsi progressivamente fino ad azzerarsi del tutto una volta toccata la soglia dei 240.000 euro.

Questa boccata d’ossigeno non riguarda solo le rette delle scuole paritarie, ma copre un ventaglio di costi quotidiani che spesso i contribuenti trascurano di inserire nel Modello 730. Rientrano nel nuovo tetto dei 1.000 euro anche le quote per la mensa scolastica, i servizi di pre e post-scuola, le gite d’istruzione e i contributi versati per l’ampliamento dell’offerta formativa, come i corsi di lingua o di teatro deliberati dagli istituti. Per non perdere il diritto al rimborso, tuttavia, la regola resta ferrea: ogni spesa deve essere documentata e pagata esclusivamente con metodi tracciabili, come bonifici, carte di credito o sistemi PagoPA, indicando chiaramente nella causale il nome dell’alunno e la finalità del versamento. Restano invece ancora una volta esclusi dal beneficio i libri di testo e il materiale di cancelleria, che continuano a pesare integralmente sulle tasche dei genitori.