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8 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:04

La stagione della dichiarazione dei redditi 2026 entra nel vivo e i contribuenti si trovano a fare i conti con un Modello 730/2026 con alcune novità rispetto agli anni passati. Le spese sostenute nel corso del 2025 – per poter dar diritto a delle detrazioni – dovranno infatti superare nuovi filtri legati all’età dei figli e, soprattutto, a un complesso sistema di tetti massimi basati sul reddito complessivo. Non basta più raccogliere scontrini e fatture tracciabili: quest’anno il rimborso finale dipenderà in larga misura dalla situazione anagrafica del nucleo familiare e dalla soglia di guadagno dichiarata.

Al centro della nuova impalcatura del Modello 730/2026 troviamo una riscrittura profonda delle detrazioni per i carichi di famiglia. Per decenni, la soglia di reddito per considerare un figlio fiscalmente a carico è stata un punto fermo del sistema. Oggi, pur confermando il limite di 4.000 euro per i giovani fino a 24 anni e di 2.840,51 euro per chi supera tale soglia, il legislatore ha introdotto una cesura netta basata sull’età anagrafica che modifica il beneficio economico diretto. Per i figli sotto i 21 anni, la detrazione fiscale in busta paga o nel 730 rimane assorbita dall’Assegno Unico Universale gestito dall’INPS, lasciando al genitore solo la possibilità di recuperare il 19% delle spese vive documentate. La fascia d’età protetta dalla detrazione IRPEF ordinaria, quella che un tempo arrivava fino all’indipendenza economica del figlio, si è drasticamente accorciata, concentrandosi ora esclusivamente tra i 21 e i 30 anni.