di Alessandro Dell'Ortodomenica 31 maggio 20267' di letturaNel buio delle quinte - a pochi metri da abiti e oggetti di scena e a fianco della tenda d’ingresso che ti lancia in pista - c’è una lucina fioca, ma sufficiente a illuminare uno specchio alto e stretto. È un angolino “magico” e misterioso, il cuore del circo e degli artisti. I quali, appena prima di entrare in scena, si fermano- anche solo un attimo - per guardarsi e controllare i costumi, il trucco, l’energia dell’espressione.Ma anche per semplice scaramanzia. Lì, di fronte al vetro che riflette i vari personaggi, inizia veramente ogni “numero”, che poi duri cinque minuti o pochi secondi, e Ivo, Daniela, Denise, Fellon, Bruno e tutti gli altri artisti del “Circo di Vienna” (tra cui Michael e Michelle, 24 e 21 anni, figli di Mihaylov Orfei) e non saltano mai quel breve appuntamento che precede l’esibizione.Già, perché la vita dei “circensi” è impegnativa (il loro motto è: «Al circo tutti fanno tutto»), ma il clou è sempre, ovviamente, lo spettacolo, lo show serale che ripaga di tante fatiche. «Ci esibiamo quattro giorni la settimana, dal venerdì al lunedì, ma la verità è che siamo impegnati sempre tra allenamenti o altri lavori», racconta Flavio, 33 anni, che rappresenta la quinta generazione della famiglia Vassallo - tra genitori, zii e figli attualmente sono in sette a portare avanti l’azienda del “Circo di Vienna” («Si chiama così perché i nostri bisnonni, a inizio attività, si erano messi in società con una famiglia austriaca»).IL RISCALDAMENTO
La vita del circense? Allenamenti estremi, rischi e lo specchio misterioso | Libero Quotidiano.it
Nel buio delle quinte - a pochi metri da abiti e oggetti di scena e a fianco della tenda d’ingresso che ti lancia in pista - c’è una...










